Credo che per quante parole scriva, non riuscirò mai ad esternare quello che mi porto dentro. Credo che sia l'unico ad avere queste sensazioni... sensazione... parola che bandirei dalla mia vita, dal
vocabolario, dalla conoscienza umana.
I buoni di ventano cattivi. Sì, ve lo posso assicurare che anche
coloro che si sforzano diventano neri e marci con tutto il resto della
feccia. Ti porti dentro qualcosa che non sai spiegarti, quel male che
percepisci solo tu. Una sottile linea invisibile, e tu inesperto
equilibrista cerchi di proseguire, ma non con passo cauto ed attendo,
devi correre perchè dietro di te c'è il nulla che avanza come una
bestia assetata di sangue, senti il suo fiato di fuoco bruciarti la
schiena...
Chiudi gli occhi e corri, cazzo, corri perchè sai che se vuoi
esistere devi correre, non puoi voltarti indietro, non puoi chiedere
aiuto, non puoi fermarti per riposare, devi essere sempre in ascolto di
ogni minimo movimento, rumore, sussurro... perchè altrimenti: muori.
Hai sempre corso per una vita, la tua vita... e non è per sminuire
quella degli altri ma... è la tua vita, fatta di continue battaglie, di
vittorie, di inganni, di cadute, di rinascite di ferite... le ferite
invisibili che anch'esse le senti solo tu; più dolorose di una ferita
di guerra, più infetta di un braccio in cancrena.
Per quanto cerchi di curarti, non ce la fai, te lo porterai per
sempre con te nell'animo, nello spirito..lo spirito. L'essenza delle
essenze.
Quello che un giorno ti fa smettere di correre, di fermarti, di
sopportare l'inferno della bestia che ti brucia la schiena, ti fa
girare e guardare dritto negli occhi quella belva che da una vita
intera ti inseguiva.
Sei pronto ad andare avanti per quella strada che gli altri non
hanno voluto, non hanno potuto, quella strada alternativa che hai avuto
il coraggio di vedere, di percorrere.
Ci metti tutto te stesso, la rabbia, il pianto, la speranza.. fai
l'investitura di quell'essenza che è fragile e forte nello stesso
tempo: lo spirito.
Discorso ciclico lo so, e ne sono consapevole. Ma non può essere
tutto qui, non può essere classificabile il tutto in una realtà fisica
e fenomenica.
Anche queste parole che sfrecciano sullo schermo, nemmeno viste,
solo udite in lontananza dal frenetico ticchettio della tastiera,
battuta da nevrotico inbestialito, sono pura e semplice convenzione.
Non hanno il significato dell'inesprimibile, non colgono il
particolare, non fanno esprimere la vera sensazione, non dicono nulla.
Voi state leggendo pressochè il nulla...
Non è facile, non è giusto, non è corretto...
Non vorrei dire tutto questo, non vorrei sentire tutto questo.
Svegliarmi la mattina come unica preoccupazione di avere la camicia
figa stirata dalla mamma, quei 150 euro da spendere in un paio di
braghe, il mio studio su macchine e inciuci dei vip.. vi invidio in una
maniera atroce, burattini vuoti comandati da fili invisibili... ma per
quanto crudele e beffarda sia questa esistenza non la cambierei per
nulla al mondo.
Credo che la condizione rimanga sempre quella, e nulla potrà
cambiarla... già... mille sforzi buttati al vento, un urlo muto, un
urlo concavo che senti solo tu
le orecchie sanguinano dal fragoroso silenzio
gli occhi piangono il nulla
in un vortice
infinito e
freddo
e poi...
l'eternità
e quel stramaledetto ticchettio perpetuo...
quando vi amo e vi disprezzo nello stesso tempo
Ti ritrovi a tremare senza nessun motivo,qualcosa ti prosciuga lentamente le energie.
vuoto
è
nient'altro
che
il Silenzio
il Silenzio
che
nient'altro
è
vuoto
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